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Africa e centri commerciali

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Le notizie provenienti da Nairobi sull’assedio al Westgate Mall, oltre al loro aspetto drammatico, ci hanno mostrato una realtà da molti non conosciuta: anche in Africa la spesa si può fare in grandi centri commerciali come quello colpito dall’attacco di al Shabaab.

“Le immagini e i video convulsi che nei giorni scorsi sono arrivati dal Westgate Shopping Mall di Nairobi hanno mostrato, tra la disperazione delle vittime e la tensione dei militari, una struttura moderna, con materiali lussuosi e marchi internazionali. Si intravedevano archi, colonne, balconate, cascate artificiali.

Durante l’attacco e il conseguente assedio da parte delle forze speciali kenyote – almeno 62 morti e circa 200 feriti il bilancio provvisorio – molti commenti hanno sottolineato come il complesso commerciale fosse un tempio del lusso per turisti e locali molto ricchi. Come in molti Paesi in via di sviluppo (dal Medio Oriente al Brasile) gli shopping mall non sono i luoghi destinati a consumatori di fascia medio-bassa che si trovano nei Paesi europei. Sono, piuttosto, delle destinazioni esclusive, dove si trovano marchi di alta gamma. Il Westgate di Nairobi, in particolare, era diventato un emblema della condizione del Kenya, la nazione più ricca e cosmopolita nazione dell’Africa orientale. 

Un miliziano Shabaab, intervistato da Al Jazeera, ha spiegato che per questo è stato considerato un obiettivo perfetto: «È un posto dove vengono turisti da tutto il mondo per fare shopping, ma che viene anche utilizzato da alcuni diplomatici come sede per riunioni interne. Ci vengono anche le persone più influenti del Kenya per rilassarsi e divertirsi, e inoltre ci sono anche negozi ebrei e americani. Quindi abbiamo deciso di attaccarlo».

Un soldato durante il blitz nel Westgate Shopping Mall di Nairobi

Per quanto tra i più noti, il Westgate non è certo l’unico centro commerciale dell’Africa centrale, un’area geografica dove si sono moltiplicati negli ultimi anni gli investimenti sia degli operatori della distribuzione (Casino e Carrefour su tutti) sia quelli del lusso.

«Il tristissimo e recente episodio terroristico a Nairobi ha certamente creato una ferita nell’animo di tutti. Però, nello stesso tempo, sta fungendo da apertura nella percezione delle persone: molti non si sarebbero mai aspettati che anche le parti più remote del continente africano siano in effetti dei luoghi pieni di innovazione e di modernità. Esistono sempre due lati in una medaglia». A parlare è Davide Padoa, ceo di Design International, grande società di architettura, con sede a Londra, che progetta centri commerciali nel mondo, Africa compresa. Linkiesta lo ha intervistato, per capire qualcosa di più dello stato dei centri commerciali nel continente e sull’impatto che questo attacco avrà sul loro sviluppo.

Che tipo di centro commerciale è il Westgate di Nairobi?
Il Westgate Shopping Centre è un centro commerciale compatto costruito nel 2007 su cinque piani nella parte ovest di Nairobi, dove vivono molti stranieri e affluenti businessman kenioti. Ha un offerta di circa 80 insegne locali e internazionali in 33mila metri quadrati di superficie lorda di pavimento. Questo centro commerciale integra shopping e intrattenimento, con un cinema e diversi ristoranti. È diventato per questo una delle mete cittadine e turistiche preferite per i residenti e i visitatori di Nairobi.

Che tipo di negozi sono presenti?
Le ancore commerciali del Westagate Shopping Centre sono Nakumatt, una catena di supermercati keniota, e Planet Media Cinema, un cinema multisala, e Mr Price, una catena di casalinghi. Altre insegne sono Adidas, Bata, Samsung e una serie di brand locali che stanno costituendo il mercato del commercio contemporaneo in Kenia.

Che tipo di utenza ha? 
Westgate Shopping Centre é frequentato sia da turisti sia da locali, principalmente di ceto medio-alto. Il mall é pubblicizzato su diversi siti turistici.

Ostaggi nel centro commerciale durante il blitz

Molte persone non pensavano ci fossero strutture così moderne nell’Africa centrale. C’è stato uno sviluppo di retail avanzato più generale nell’area o è un caso isolato?
Il Westgate Shopping Mall non è l’unico esempio moderno in questa cittá e in questo paese, esistono diversi altri centri commerciali ultramoderni, circa una ventina di cui cinque paragonabili per dimensioni e presenze. Lo stesso si puó dire per tante altre città in altri paesi sub-sahariani e nord africani. Morocco Mall a Casablanca, un centro commerciale di 70mila metri quadrati di superficie affitabile (gla) e 200mila metri quadrati costruiti, da noi progettato e aperto nel dicembre 2011, è stato premiato come uno dei cinque migliori centri commerciali al mondo. Questo ha contribuito a riposizionare, nel campo del retail, il Marocco e tutta la regione nordafricana, rendendola uno dei mercati piu appetibili per gli operatori del settore europei e medio-orientali.

Quali sono i Paesi in Africa dove si sta sviluppando di più il retail moderno? Chi sono i più importanti sviluppatori?
I paesi in piú forte sviluppo nella parte sub-sahariana sono il Mozambico, lo Zimbabwe, il Ghana, la Nigeria, il Kenya, il Congo e l’Uganda. Giusto per dare un’idea, la Nigeria vanta il piú alto numero di miliardari con jet privato, e non tutto questo è riconducibile alla corruzione. Esistono anche uomini d’affari e compagnie straniere che investono in questi paesi da tempo, come il fondo Actis, inglese, che dal 2007 è attivo nello sviluppo real estate in questi paesi e molte compagnie cinesi. Secondo i dati forniti da DI Leasing, compagnia specializzata nella commercializzazione di centri commerciali in Africa, gli investimenti diretti stranieri (Foreign Direct Investment o Fdi) ammontavano a 42,7 miliardi di dollari nel 2011, più di quattro volte il livello del 2000, sebbene siano soltanto il 3% del livello di Fdi mondiale.

Sono strutture generalmente sicure per i turisti? Cosa cambierà ora sotto questo aspetto?
La sicurezza è un aspetto importantissimo per strutture commerciali che nei giorni festivi possono contare, a seconda delle dimensioni, oltre 100mila visitatori, con una media quindi di 5-8.000 persone all’ora. Purtroppo è sempre il primo incidente a scaturire una revisione generale del piano di sicurezza di queste strutture. Con ogni probabilità verranno allestiti dei controlli a scansione tipici degli aeroprti nei centri commerciali in Kenia. Questo é giá un requisito obbligatorio in Egitto e in altri Paesi a rischio. Detto questo, cosa si può ritenere non a rischio al giorno d’oggi? Piú cura e attenzione nelle misure di sicurezza non faranno comunque del male a nessuno.”

Articolo pubblicato da Linkiesta.it il 25 settembre 2013

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