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Appunti su: economia, società, ambiente e solidarietà


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Quanto costa produrre un i-Phone 5

Costo Componenti iPhone 5

L’immagine soprastante mostra il valore di fabbrica del modello 16 GB di iPhone 5 che viene venduto a 729€ in Italia (ben 229€ in più rispetto agli USA e 160€ rispetto all’Olanda). Il costo reale dell’iPhone 5 è di circa 190€ ed calcolato in base al costo reale di ogni componente del terminale di Apple. Ciò significa che la Apple vende il suo prodotto a cinque volte più del valore reale. E’ costruito in Cina nella fabbrica Foxconn (costruisce componenti elettronici, componenti per automobili e modanature) ed è per questo che i costi di Apple sono così bassi.

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Un test su 13 marche di jeans

Inchiesta su 13 note marche di jeans: solo sei hanno permesso l’accesso alle loro fabbriche di produzione.

I problemi sociali e ambientali sono numerosi in questo settore che sforna ogni anno miliardi di capi.

Ogni anno le fabbriche di Cina (il maggior produttore al mondo), Turchia, Bangladesh e altri paesi di jeans ne sfornano
ben 5 miliardi di capi. Vero e proprio fenomeno della moda a partire dal 1950, il celebre denim blu ormai si declina nelle tinte più svariate. Ma continua ad avere due facce, una chiara e una oscura. Quella chiara la conosciamo bene: dinamico, poco impegnativo, facile da indossare e abbinare. Il lato oscuro sono le condizioni di lavoro degli operai che lo producono e le ricadute nefaste sull’ambiente di quest’industria gigantesca. Continua a leggere


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Dissetati e contenti

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SEI GRUPPI CONTROLLANO L’84% DEL MERCATO
L’industria delle bibite vale in Italia quasi 3 miliardi di euro. Ma l’ingrediente principale, l’acqua, costa quasi nulla.

Basta non chiamarla minerale

Le bibite sono un affare per pochi. In Italia, sei grandi gruppi controllano l’84 per cento del mercato, che all’ingrosso vale quasi tre miliardi di euro. Su tutti c’è Coca-Cola: come abbiamo visto su Altreconomia 150, la filiale italiana del gruppo fattura oltre 1,1 miliardi di euro. Coca-Cola, Fanta, Sprite e gli altri marchi di proprietà di The Coca-Cola Company rappresentano il 39 per cento delle bibite commercializzate ogni anno in Italia (3,8 miliardi di litri in totale nel 2011). Dopo Coca-Cola Continua a leggere


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Google, storica vittoria nel nome del “fair use”

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Google mette a segno una vittoria storica al termine di una battaglia legale durata, non senza alti e bassi, per circa 8 anni. Era il settembre del 2005 quando la Authors Guild (organizzazione rappresentante gli autori USA) depositava la propria denuncia contro quello che allora era denominato Google Print (il caso si è in seguito esteso a Google Library, oggi Google Books): ora, novembre 2013, la causa si chiude attribuendo a Google la ragione e sancendo una svolta storica nel settore librario.

La sentenza del giudice Denny Chin, infatti, si appella al “fair useContinua a leggere


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Apple sotto inchiesta a Milano per frode fiscale di oltre un miliardo

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I pm del capoluogo lombardo ipotizzano che la multinazionale di iPhone e Mac abbia nascosto al Fisco un imponibile di oltre un miliardo in soli due anni. Il legale del colosso di Cupertino è l’ex ministro Severino

La procura di Milano addenta la mela di Apple, la multinazionale californiana dell’iPhone. L’attività della filiale italiana è infatti oggetto di una indagine penale che ipotizza il reato di dichiarazione dei redditi fraudolenta, al momento contestato a due manager dell’azienda, in concorso tra loro e con l’aggravante della continuazione nel tempo. Il nome dei due dirigenti Continua a leggere


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E lo stagno degli smartphone?

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I colossi dell’elettronica parlano spesso di responsabilità sociale ma tacciono, o danno risposte evasive, sulla provenienza e le condizioni di lavoro nella produzione dello stagno necessario alle saldature delle placche elettroniche degli smartphone o dei tablet. Si può ragionevolmente supporre, tuttavia, che almeno il 30 per cento dello stagno attualmente utilizzato provenga dall’industria mineraria indonesiana di Bangka, dove ogni settimana almeno una persona muore di lavoro. Continua a leggere


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Facebook, i giovani scappano ma ricavi e titolo volano oltre le aspettative

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I giovani se ne vanno. Ma i conti non ne risentono. Facebook ammette che il fascino esercitato sui teenager sta scemando. Nella conference call seguita alla diffusione della trimestrale, il social network riconosce anche che la crescita della pubblicità sperimentata nel trimestre potrebbe essere insostenibile. Il titolo Facebook che era inizialmente schizzato dopo i conti oltre le attese, brucia i guadagni con l’avvertimento della società, secondo la quale il numero dei teenager è stabile ma si osserva un calo dei più giovani. Continua a leggere


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Apple: venduti 150 milioni di iPhone e 71 milioni di iPad nel 2013

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Nella giornata di ieri Apple ha reso noti i risultati fiscali relativi all’ultimo trimestre dell’anno, il Q4 2013. Ora che l’anno finanziario si è concluso possiamo tirare un po’ le somme sulle vendite e sui guadagni della società con sede a Cupertino. In questo 2013 (fiscale), Apple ha venduto ben 150 milioni di iPhone, 71 milioni di iPad e 16 milioni di Mac. Queste vendite hanno portato nelle casse di Apple 171 miliardi di dollari, di cui 37 miliardi di dollari di utile netto. Nel 2012 Apple vendette 58,3 milioni di iPad e 125 milioni di iPhone, ricavando 156,6 miliardi di dollari, con un utile netto pari a 41,66 miliardi.

 Apple ha restituito ben 36 miliardi dollari agli investitori nel corso degli ultimi cinque trimestri. Tim Cook, l’attuale CEO di Apple, ha dichiarato di avere in programma di restituire un totale di 100 miliardi di dollari agli investitori.

Articolo di Alessandro Moretti del 29 ottobre 2013 tratto da Techgenius


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Francia, Peugeot-Citroën in crisi. Possibile ingresso dei cinesi nel capitale

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ll colosso francese dell’auto sempre più in crisi per gli elevati costi di produzione – concentrata in Francia – e soprattutto per la contrazione del mercato di casa, dove la rivale Renault vince grazie alle vetture low-cost. Possibile l’ingresso nell’azionariato di Dongfeng, marchio da tre milioni di veicoli l’anno

Psa (Peugeot-Citroën), il colosso automobilistico francese, va male. Anzi, malissimo: la situazione delle vendite e sul fronte della solidità finanziaria è ancora peggiore di quella dei suoi concorrenti europei, Fiat compresa, tutti ostaggio della crisi. Psa ha bisogno di liquidità, di capitale. E con urgenza. Lo Stato francese ha già promesso, se necessario, di entrare nel capitale. Ma il suo apporto probabilmente non sarebbe sufficiente. Nella ricerca affannosa di nuovi investitori da parte di Philippe Varin, l’amministratore delegato, spalleggiato dalla famiglia Peugeot che ancora controlla il gruppo, alla fine sono spuntati, inevitabili, i cinesi. E in particolare Dongfeng. Continua a leggere