Un mondo di notizie

Appunti su: economia, società, ambiente e solidarietà


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I vestiti fatti in Bangladesh

Il Wall Street Journal racconta – con molti dati – il paese con la manodopera peggio pagata al mondo che produce indumenti per marchi importantissimi

BANGLADESH

Negli ultimi anni la disponibilità di manodopera a basso costo ha reso il Bangladesh il secondo produttore di indumenti al mondo dopo la Cina Continua a leggere


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Cosa si nasconde dietro gli abiti di H&M? La fashion blogger 17enne svela il segreto

 

Cosa si cela dietro un famoso marchio diabbigliamento low cost come H&M? Hanno provato a scoprirlo a loro spese tre giovani fashion blogger norvegesi che hanno raccontato come vengono prodotti gli abiti che troviamo nei negozi di tutto il mondo e ai quali ormai siamo affezionati perché sempre alla moda e a un prezzo accessibile.

Si chiama Sweat Shop ed è un docu-reality realizzato dal quotidiano norvegese Aftenposten su una delle più grandi catene di negozi di abbigliamento “low cost”, il colosso svedese H&M. Le giovani fashion blogger norvegesi sono state inviate in Cambogia, uno dei paesi dove l’azienda produce la maggior parte dei capi, e hanno lavorato per un mese nei laboratori tessili dove vengono realizzati gli abiti, vivendo nelle stesse condizioni degli operai: tra alloggi fatiscenti e turni di lavoro massacranti. Continua a leggere


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Cina: SOS dai campi dell’orrore

Un biglietto cucito in un paio di Jeans. Un’etichetta modificata per gridare al mondo intero lo sfruttamento e la disperazione. Una lettera per chiedere aiuto a un destinatario sconosciuto. Messaggi nascosti che arrivano dalle zone più remote della Cina a ricordarci il lato oscuro del benessere. Sono le grida silenziose degli schiavi moderni. Continua a leggere


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Primark, sulle etichette le disperate richieste d’aiuto dei lavoratori cinesi sfruttati

Primark

 

Primark, gigante britannico dell’abbigliamento a poco prezzo, è di nuovo protagonista dei titoli di quotidiani inglesi e tedeschi, questa volta in seguito a richieste d’aiuto e messaggi di denuncia nascosti nelle etichette di diversi capi.

Immaginate di entrare in un negozio alla ricerca di abitini primaverili, stampe floreali e prendisole a poco prezzo, e di tornare a casa con una disperata richiesta d’aiuto cucita sull’etichetta. Come riportano il Sueddeutsche Zeitung e numerosi quotidiani britannici, questo è accaduto

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