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Appunti su: economia, società, ambiente e solidarietà


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Eolico in Kenya: un nuovo mega-impianto fornirà il 17% dell’energia del Paese – Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile

Il Lake Turkana Wind Power project sarà più grande campo eolico dell’Africa

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l presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, ha inaugurato il cantiere del Lake Turkana Wind Power , il più grande progetto di energia rinnovabile del Paese e dell’intera Africa. Continua a leggere

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Ignatius, dallo slum al sogno di essere presidente del Kenya

Ignatius studia all’Università di Nairobi, capitale del Kenya. Segue il corso di laurea in Diplomazia e Politica internazionale. Conduce una vita che, qualche anno fa, non aveva neppure la possibilità di immaginare. Nato poverissimo nello slum di Kibera, la più grandi baraccopoli del mondo, passava le giornate ciondolando per strada chiedendo le elemosina. Continua a leggere


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Apple Pay? In Kenya esiste da dieci anni ed è offerto da una società affiliata a Vodafone

L’antesignano di Apple Pay è M-PESA che viene offerto da Safaricom, società affiliata a Vodafone: viene utilizzato da due kenioti adulti su tre – Le transazioni incidono per il 30% del Pil del Kenya

Il sistema di pagamento elettronico Apple Pay, lanciato con il nuovo iPhone 6, è già un successo negli Usa: nel suo mercato di riferimento la mela morsicata è stata responsabile dell’1% di tutti gli acquisti digitali nel mese di novembre, durante il quale il 60% dei nuovi clienti Apple Pay lo ha utilizzato più di una volta, per una media di 1,4 transazioni la settimana. Numeri apparentemente strabilianti, ma irrisori rispetto a quelli del… Kenya.

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Taste the Waste! Creating a platform to recover food waste in Nairobi

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Nairobi, 27th November 2014 – The first Disco Soup Nairobi will take place on Sunday, 7th of December. Hundreds of kilograms of food that would otherwise have been wasted will be rescued, cooked and shared between hundreds of participants. DJs and musicians will provide the soundtrack for the preparation of “Disco Soup” and Disco Salad.

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Kibera: nello slum di Nairobi, Kenya

Col dilagare della fobia collettiva di Ebola, rischiamo di perdere di vista tutte le altre emergenze africane. Una di queste è rappresentata da Kibera che con oltre un milione di abitanti è la più grande e povera baraccopoli dell’intera Africa. Miseria e fame sono palpabili tra le baracche di legno e lamiera e l’AIDS dilaga tra le giovani ragazze madri. Non c’è acqua corrente e pochissimi possono permettersi un’istruzione. James A. Levine nel suo ultimo libro “La ragione per cui corro” (LEGGI QUI) l’ha descritta con precisione mostrandoci tutti gli aspetti della baraccopoli: dalle mille cromìe che la colorano agli odori che la infestano, dai ragazzini che giocano nelle sue vie a quelli che cercano di sfamarsi tra i cumuli di rifiuti. Ecco il Kenya più lontano dai safari e dai resort all inclusive

Kibera: nello slum di Nairobi, Kenya

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Kenya vieta Stories of Our Lives

Il documentario LGBT Stories of Our Lives, è stato ritenuto “contrario alle norme e ai valori del Kenya”


Articolo di Alessandro Zoppo, pubblicato il 13 ottobre 2014 su play4movie.com

Fa discutere la scelta del Kenya Film Classification Board di vietare il documentario LGBT Stories of Our Lives. Secondo l’organizzazione che regola la classificazione dei film nel paese africano, il lavoro diretto dal collettivo NEST è stato ritenuto “contrario alle norme e ai valori del Kenya”. Presentato al Festival di Toronto, Stories of Our Lives è composto da cinque cortometraggi e si basa sulle vere storie di persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender.

Stories of Our Lives

Il Board ha citato “l’oscenità, le esplicite scene di attività sessuali e la promozione delll’omosessualità” come ragioni principali della censura. In Kenya l’omosessualità è considerata un crimine e l’attivismo pro-LGBT può costare una condanna fino a 14 anni di prigione. “Il film trasgredisce ‘le norme e i valori nazionali’?Stories of Our Lives è un film sulla gente, sulla co-esistenza, sul trovare l’amore e sull’appartenenza”, ha commentato il collettivo. “Abbiamo realizzato questo progetto per aprire un dialogo sulle identità, su ciò che significa essere keniani ed essere diversi. Imponendo una restrizione su questo film, il Board ha scelto di cancellare questo inevitabile confronto”.


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La nostra Africa – a cena per Korogocho

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Come ogni anno siete invitati alla cena di Natale “La Nostra Africa”, il cui intero ricavato andrà devoluto al centro di recupero per i bambini di strada di Korogocho, durante la quale prenderà la parola un gruppo di giovani toscani che con le loro testimonianze, i loro racconti e il materiale fotografico raccolto durante i viaggi del “Progetto Kenya” organizzati dalla fondazione “Il cuore si scioglie” potranno mostrarvi le attività di recupero dei missionari comboniani e farvi partecipi dell’importanza di questo progetto.

La cena, che si terrà il 18/12/2013 presso il “Circolo Arci Pampaloni” (via Maccari 104, Firenze) e che avrà inizio alle ore 20.15, sarà a buffet con contributo libero per il centro di recupero per i bambini di strada di Korogocho.

Il progetto si propone Continua a leggere


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“Giustizia per Liz”: in centinaia a Nairobi chiedono l’arresto degli stupratori

“Rispetto, dignità, giustizia”: sono queste le parole che in centinaia hanno scandito a Nairobi. In Kenya è montata l’indignazione per la storia di Liz, pseudonimo della sedicenne violentata a giugno da un gruppo di giovani e poi gettata in una latrina. Per i responsabili della violenza, tanto atroce da costringerla oggi su una sedia a rotelle, l’unica punizione è stata tagliare l’erba della stazione di polizia.

“Vogliamo che sia fatta giustizia, tagliare l’erba non è una pena e vogliamo che il governo del Kenya si faccia carico delle spese mediche di Liz,” dice una manifestante. “Sono venuta qui con le mie sorelle per ribadire che gli uomini che commettono violenza sulle donne non possono restare impuniti. Questo vogliamo dire oggi,” le fa eco un’altra. Nel corteo ci sono anche molte presenze maschili perché, come dice un uomo: “Questo è un problema che ci riguarda tutti e dobbiamo unirci per dire no alla violenza di genere.”

1milione e 300mila hanno già firmato la petizione on line affinché gli stupratori siano arrestati e processati. La campagna “Giustizia per Liz” è stata lanciata dall’attivista per i diritti delle donne a Naironi Nebila Abdulmelik che ha indetto la manifestazione. Una protesta che sotto il nome Liz porta anche quello di tutte le altre giovani violentate. Storie che, spesso, restano insabbiate.

Articolo pubblicato il 31 ottobre 2013 da it.euronews.com