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Appunti su: economia, società, ambiente e solidarietà


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Symantec inventa i primi jeans anti-hacker | Panorama

L’azienda che produce Norton ha sviluppato un paio di jeans dotati di tasche che schermano smartphone e documenti digitali dagli scanner RFID

 

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Considerato l’andazzo, non era così difficile prevedere che prima o poi, sull’onda di tutti questi dispositivi indossabili, sarebbero spuntati anche dei capi d’abbigliamento dedicati alla protezione dei suddetti dispositivi.

A questo proposito Symantec, l’azienda produttrice dello storico antivirus Norton, ha sviluppato due soluzioni di abbigliamento appositamente progettate per fornire un ulteriore strato di protezione a chi tende ad andare in giro con uno smartphone o undocumento digitale (praticamente chiunque) in tasca. Continua a leggere

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«Niente jeans davanti a William e Kate» – VanityFair.it

I duchi di Cambridge visiteranno gli Stati Uniti a dicembre. Ma ai giornalisti americani non piace il dress code «regale»

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l 7 dicembre William e Kate atterreranno negli Stati Uniti per un viaggio di Stato. Che sta già facendo discutere. La colpa è del dress code richiesto ai giornalisti Continua a leggere


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iPhone 6 Plus è una padella? In arrivo jeans e pantaloni con tasche più grandi

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Il mondo della moda si adegua all’arrivo di iPhone 6 Plus. Marchi importanti di abbigliamento e designer di pantaloni e jeans pensano di ingrandire le tasche dei propri indumenti, così da poter ospitare senza preoccupazioni iPhone 6 Plus. Continua a leggere


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Cina: SOS dai campi dell’orrore

Un biglietto cucito in un paio di Jeans. Un’etichetta modificata per gridare al mondo intero lo sfruttamento e la disperazione. Una lettera per chiedere aiuto a un destinatario sconosciuto. Messaggi nascosti che arrivano dalle zone più remote della Cina a ricordarci il lato oscuro del benessere. Sono le grida silenziose degli schiavi moderni. Continua a leggere


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Primark, sulle etichette le disperate richieste d’aiuto dei lavoratori cinesi sfruttati

Primark

 

Primark, gigante britannico dell’abbigliamento a poco prezzo, è di nuovo protagonista dei titoli di quotidiani inglesi e tedeschi, questa volta in seguito a richieste d’aiuto e messaggi di denuncia nascosti nelle etichette di diversi capi.

Immaginate di entrare in un negozio alla ricerca di abitini primaverili, stampe floreali e prendisole a poco prezzo, e di tornare a casa con una disperata richiesta d’aiuto cucita sull’etichetta. Come riportano il Sueddeutsche Zeitung e numerosi quotidiani britannici, questo è accaduto

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Un test su 13 marche di jeans

Inchiesta su 13 note marche di jeans: solo sei hanno permesso l’accesso alle loro fabbriche di produzione.

I problemi sociali e ambientali sono numerosi in questo settore che sforna ogni anno miliardi di capi.

Ogni anno le fabbriche di Cina (il maggior produttore al mondo), Turchia, Bangladesh e altri paesi di jeans ne sfornano
ben 5 miliardi di capi. Vero e proprio fenomeno della moda a partire dal 1950, il celebre denim blu ormai si declina nelle tinte più svariate. Ma continua ad avere due facce, una chiara e una oscura. Quella chiara la conosciamo bene: dinamico, poco impegnativo, facile da indossare e abbinare. Il lato oscuro sono le condizioni di lavoro degli operai che lo producono e le ricadute nefaste sull’ambiente di quest’industria gigantesca. Continua a leggere


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Costi a confronto: produrre una camicia di jeans in Bangladesh o negli Stati Uniti?

Composizione prezzo t shirt

                                         USA                           Bangladesh

Lavaggio industriale:       0.75  (+  375%)                   0.20

Materiale:                         5.00  (+     51%)                     3.30

Costo del lavoro:             7.47  (+3400%)                   0.22

Totale:                            13.22  (+   355%)                      3.72


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Composizione del prezzo di un jeans proveniente dal Bangladesh

Composizione prezzo jeans

Sul prezzo finale (22 dollari) incidono:

Materia prima (fabric): 17.9%

tessuto (primary fabric): 17%                    ricamo (embroidery): 0.7%

Finiture: 4.8%

cerniera (zipper): 0.7%                             bottone: 0.3%                                  rivetti: 0.7%            etichetta: 0.5%

hanger (gruccia): 1%                       etichetta della scatola: 0.9%                    filo e altri materiali: 1.4%

Altro: 5.1%

pubblicità (commercial): 1.3%            lavaggio: 3.4%                            nolo: 0.4%

Costi di produzione: 5.3%

costi di fabbrica: 4,1%                              profitto del fabbricante/ Sepal Group: 1.2%

Spedizione: 19.7% Continua a leggere